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Pieve di Montesorbo


Pieve di Montesorbo

Percorrendo una bellissima strada panoramica, a 8 chilometri di distanza dal centro di Mercato Saraceno, a Montesorbo, si trova uno dei più importanti monumenti religiosi della zona, la Pieve di S.Maria Annunziata, mirabile esempio di chiesa romanica a croce greca , riconosciuto per antichità e bellezza dalla Soprintendenza del territorio. Collocata su un poggio che domina sereno e solitario, l'area della Pieve lascia respirare un'aria di grande intensità e raccoglimento. Edificata nell'VIII secolo, presenta una rara pianta a croce greca. Un elemento, quest'ultimo, che farebbe attribuire la sua edificazione al Vescovado di Ravenna.
Sconosciuta è la data di origine cosi come sono molti gli interrogativi ancora senza risposta originati dalla ricchezza dei materiali e dei reperti qui confluiti. La presenza di elementi scultorei databili dall'età romana, al mille circa, fa pensare ad origini molto antiche. Anche se la prima notizia che la registra come pieve risale all'anno 1223, e' certo che Santa Maria Annunziata avesse assunto una notevole importanza fin dal secolo X, tanto che un vescovo di Sarsina di nome Florentius vi fu sepolto nel 995, come dimostra l'epigrafe sulla sua lastra tombale. Oltre che all'ampiezza della propria giurisdizione (da una fonte del 1384 apprendiamo che da essa dipendevano ben 14 cappelle vassalle), l'importanza della Pieve durante il medioevo era data dal fatto che la valle del Savio era una frequentata via di percorrenza dei Romei. La presenza di una pieve o di una abbazia con annesso un hospitale era di v itale importanza per i pellegrini che si recavano a Roma.
L'esterno in pietra e laterizio è modesto. La facciata, impreziosita da antichi marmi di recupero, ed i muri esterni si devono a lavori di restauro della fine del XVII secolo.
L'abside (rivolto a est) e' semircolare con tre monofore e due lesene che non partendo dal basamento fanno supporre che, originariamente, la parte che ne e' priva fosse inclusa nelle fondamenta della chiesa. La pieve e' stata oggetto di vari rifacimenti nel corso dei secoli e tra questi il piu' cospicuo pare essere quello del XII° secolo, improntato allo stile romanico. Nel muro dell' abside sono inseriti frammenti scultorei appartenenti ai secoli VI,VII e IX. Santa Maria Annunziata e' l'unica chiesa del territorio ad avere una pianta a croce greca. Per circa meta' della sua lunghezza, la Pieve è a una sola navata, poi si allarga a tre, con cias cuna navata divisa da cinque colonne marmoree, sormontate da pregevoli capitelli corinzi con foglie di acanto di età romana. Le colonne sono interrate sotto il pavimento, per oltre un metro, poggiando direttamente sul terreno, mentre il loro marmo proviene dalla Grecia, prelevato da un edificio romano del primo secolo. All'interno del muro di destra sono state rinvenute altre cinque colonne (in laterizio intonacato e stuccato), che presentano caratteristiche tali da aver fatto ritenere agli esperti che non solo la pianta dell' edificio fpsse diversa da quella originaria, ma che la Pieve oltre ad essere oggetto di numerosi rifacimenti, avesse subito diversi crolli. Sulle pareti delle due navate laterali, vi sono numerosi resti scultorei che testimoniano l'importanza della pieve nell'Alto Medioevo. Sulla navata di sinistra sono conservate lastre tombali come quelle che raffigurano una grande croce gemmata, ottenuta con tre elementi intrecciati nel cui interno compaion o le gemme, un richiamo alla parabola della vite e dei tralci e al sacrifico e alla regalità di Cristo. Inoltre e' in questa parete che e' conservata l'epigrafe dell'antico vescovo di Sarsina, Florentius.
È l'interno però che fa della pieve di Montesorbo una testimonianza artistica e architettonica del tutto singolare e problematica. Di pregevole fattura è l'acquasantiera del II secolo d.C., costituita da una vasca di marmo rosso di Verona. Sulle pareti compaiono epigrafi medievali, fra le quali spicca il frammento di una lastra tombale raffigurante una croce a treccia, databile tra l'VIII ed il IX secolo d.C..
Le cinque colonne scoperte dentro il muro della parete meridionale non sono di marmo, ma in laterizio (forse XVII secolo ) e non sono allineate con le cinque colonne in marmo greco.
Le indagini della Soprintendenza di Ravenna non hanno però evidenziato tracce di edifici precedenti. Al momento si può supporre l'esistenza di una chiesa a tre navate, eretta intorno al VI secolo, per la quale si riutilizzano capitelli e colonne recuperati da più edifici romani. Citiamo, a conferma dell'importanza della Pieve nell'Alto Medioevo, una grande lastra nel lapidario della navata di sinistra, caratterizzata da una imponente croce gemmata e da un'iscrizione nei quattro settori laterali (VIII e IX sec.) ma anche l'epigrafe frammentaria di Florentius (vescovo di Sarsina, morto nel 995). Nel lapidario della navata destra, vi sono numerosi frammenti tra i quali spiccano l'elegante figura di pavone che avanza sullo sfondo di elementi vegetali sti lizzati (VIII-IX sec) e il reperto che mostra tralci di vite e grappoli con una figura di colombo. Il reperto artistico piu' singolare e' pero' quello che ci mostra una mano, un volto e una croce. Sull'interpretazione del suo significato non e' mai stato raggiunto un giudizio unanime da parte degli studiosi di storia dell'arte, ma l' ipotesi che pare piu' convincente e' quella che lo vuole come un antesignano dei nostri cartelli stradali: indicava ai pellegrini un luogo di preghiera e di ristoro. Esso e' formato da una bella mensa di marmo del VI sec. rinvenuta all'interno di una lastra di gesso che la ingloba parzialmente, ed e' sormontato da un ciborio posto su quattro colonnine paleocristiane in marmo, su cui e' incisa una croce calvarica.
I resti dell' elegantissimo ciborio originale sono conservati nel lapidario. Nella teca sopra l'altare si trova la copia fotografica di u na pregiata tela di lino, (cm. 60 x 40 ) con la Madonna col Bambino. L'originale di questo dipinto a olio del quattrocento, attribuito a Bartolomeo di Maestro Gentile di Urbino, e' conservato nel museo di arte sacra di Sarsina e ritorna nella Pieve di Montesorbo solo nei giorni di festa.

Per saperne di più:
http://ecgiovannini.wix.com/portfolio#!monte-sorbo
 

Anschrift
Montesorbo - 47025 Mercato Saraceno (FC)
Kontakte
Telefon: 0039 0547692311 - 0039 0547699711 - Fax: 0039 054790141
scuola@comune.mercatosaraceno.fc.it - http://www.comune.mercatosaraceno.fc.it
Bezugsbüro: Comune di Mercato Saraceno
Anreise

La frazione di Pieve di Montesorbo dista 8chilometri dal medesimo comune di Mercato Saraceno cui essa appartiene, in direzione Ciola e Linaro.
Risalendo dal centro storico, verso S.Damiano, all'inizio di via di Roma, una strada, sulla sinistra sale lungo il crinale che separa la valle del Savio da quella del Borello e alla sua sommità si trova l'abitato di Ciola, circa 600mt. Slm. Il passaggio è un susseguirsi di aspri calanchi, zone boscate e coltivi. Il primo centro abitato che s'incontra è quello di Montesasso, sede di un antico castello, castrum monti Saxi, oggi riconoscibile solo in parte. Nella chiesa parrocchiale si ammira un crocifisso ligneo della seconda metà del XV secolo, influenzato dall'arte toscana del primo rinascimento. Dopo circa due chilometri, una strada comunale porta al più prezioso gioiello d'arte presente nel territorio mer catese: La Pieve di Montesorbo.
http://goo.gl/maps/8Uzna

Tue, 11 Apr 2017 11:48:52 +0000